Pattada

Pattada è un comune di 2 868 abitanti della provincia di Sassari. Appartenente all’antico territorio del Logudoro e più precisamente alla regione storica del Monteacuto. Fa parte dell’Unione dei Comuni del Logudoro assieme ad Ardara, Ittireddu, Mores, Nughedu San Nicolò, Ozieri e Tula. Il paese è famoso per la produzione di esclusivi coltelli a serramanico, detti resolza pattadesa.

Il paese, con i suoi 828 m s.l.m. è il più alto della provincia di Sassari e tra i primi in Sardegna.

Immerso nelle bellezze naturalistiche della regione del Monteacuto, il territorio pattadese annovera al suo interno il lago Lerno, fonte idrica anche per molti comuni confinanti, che prende il nome dalla sovrastante montagna: il monte Lerno, che con i suoi 1094 m di quota è il punto più alto del territorio comunale. Qui si è cercato di salvaguardare l’ambiente e dunque la flora e la fauna. Altra vetta presente nel comune di Pattada è il colle di San Gavino, dal quale si dominano i vasti territori del Sassarese, della Gallura e di buona parte della Barbagia. Molto rinomata anche l’acqua delle fontane di Pattada, che è apprezzata per la sua leggerezza e la sua purezza, è celebre nei dintorni la fontana de “Su Cuccuru”. La parrocchia ha sede nella chiesa di Santa Sabina, essa è ricca di elementi architettonici e decorativi dal grande valore artistico come il massiccio portone bronzeo all’entrata principale. La bellezza e la particolarità con la quale, nei vari quadri in cui è suddiviso il portone, sono state rappresentate le più famose scene sacre, lo hanno reso oggetto di attenzione anche da parte dei media.

Nel paese è presente un istituto comprensivo di scuole elementari e medie, al quale fa capo anche una scuola materna, mentre un’altra, la Sant’Anna, fa capo alla parrocchia.

Dopo un progressivo spopolamento, le foreste del monte Lerno e di tutto il territorio pattadese sono oggi animate da un ben più grande numero di rari esemplari faunistici: il muflone e il cervo sardo stanno via via ripopolando, e non è inoltre difficile scorgere esemplari di cinghiali e lepri. L’aquila reale, il falco, il nibbio, lo sparviero e l’astore sono spesso presenti nei cieli di questa area. Per quanto riguarda la flora particolarmente presenti sono l’agrifoglio e il tasso. In realtà tutta la zona pattadese era in passato più rigogliosa di vegetazione (leccio, roverella) che è stata devastata dagli incendi e dalle deforestazioni. Rimangono solo alcune parti dall’interesse naturalistico tuttavia molto grande.

Secondo la classificazione fitoclimatica del Paveri quest’area rientra nel Lauretum sottozona fredda. Le precipitazioni medie annue si aggirano attorno ai 900 mm, distribuite prioritariamente nei mesi invernali ed autunnali, l’aridità estiva è inferiore ai 3 mesi. Le precipitazioni nevose nei mesi invernali non sono rare ma permangono a terra per pochi giorni. La temperatura media annua si attesta attorno ai 13 °C. Pattada essendo collocato sopra un colle è esposto a tutti i venti che soffiano sull’isola, molte giornate sono caratterizzate dalla presenza del maestrale. Questa località è apprezzata nei mesi estivi da chi vuole allontanarsi dal caldo torrido delle piane e delle coste sarde.

Di particolare importanza è il sito preistorico, tra Pattada e Buddusò, nei cui pressi sono stati riportati alla luce alcuni oggetti appartenenti alla cultura di Ozieri, cultura prenuragica sviluppatasi in Sardegna. Inoltre, nel territorio è possibile osservare alcune interessanti tombe dei giganti, monumenti funerari di età nuragica.

Durante il periodo medievale, Pattada fece parte della curatoria di Monte Acuto, nel giudicato di Torres. Non lontano dal centro abitato sorgono i ruderi del castello di Olomene presso il quale è stato ritrovato un importante ripostiglio monetale risalente al medioevo, periodo durante il quale il castello ebbe una notevole importanza. Alla caduta del giudicato (1259) fu annessa per un certo tempo al giudicato di Arborea. Quando l’Isola fu conquistata dai catalano-aragonesi, intorno al 1350, Pattada divenne un feudo. Fece parte delle diocesi di Castro. Nel XVIII secolo fu incorporato nel ducato di Monte Acuto, sotto la signoria dei Tellez-Giron di Alcantara, ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Erede della tradizione urbanistica medievale, il paese presenta un centro storico dall’aspetto pittoresco, caratterizzato da vicoli e strade in acciottolato sulle quali si affacciano piccole costruzioni in stile liberty e case in granito che, in alcuni casi, ancora conservano i tipici infissi in legno. Accanto alle abitazioni in pietra sono presenti alcuni edifici dalle sobrie facciate neoclassiche.

Pattada è il paese natale del cardinale Giovanni Angelo Becciu.

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