Pozzomaggiore

Pozzomaggiore è un comune di 2 380 abitanti della provincia di Sassari, nella regione del Logudoro e nella sub-regione storica del Meilogu in Sardegna. Dista 54 km da Alghero e 57 km da Sassari. Fa parte della diocesi di Alghero-Bosa.

Il territorio pozzomaggiorese (400 m. circa s.l.m.) si estende per una superficie di 79,52 km², quasi totalmente ad uso agrario e forestale. Il territorio di Pozzomaggiore è una zona vulcanica, sequenza di bassi altopiani e colline, senza molte zone di roccia affiorante. La vegetazione dominante è la macchia bassa, a volte arricchita da sugherete e rari lecci, contorti dal maestrale, molto insistente nella zona.

Le formazioni geologiche dell’area sono costituite prevalentemente da trachiti e tufi trachitici, a volte accompagnati da andesiti e basalti. La zona è compresa nella cosiddetta fossa sarda ovvero in un’area a nord del massiccio del Montiferru, caratterizzata da un’innumerevole serie di apparati lavici, scoriacei o misti di età varie. Il paesaggio è sostanzialmente collinoso, con colline ed alture a forma conica smussata sulla cima, piuttosto brulle e di variabile rocciosità. Si tratta di alture tra i 300 e 600 metri. I rilievi più importanti sono raccolti nel Planu de Murtas: monte Rughe (m.665), monte Domo (m.649), monte Tinzosu (m.642), monte Figulada (m.599), monte Serra Madadu (m.588). Altri rilievi sparsi nel territorio di Pozzomaggiore sono monte Almurata (m.519), monte Oe (m.509) e il monte San Pietro (m.489) che circondano l’abitato, Sa Pala de sa Rocca (m.489), monte Tileppere (m.449), più altri rilievi più modesti. Le aree pianeggianti, dette sos paris, caratterizzano il territorio; le più rilevanti sono il pianoro basaltico di Sos Paris de Su Monte – Sea – Sa Pischina (da includere nel più vasto Altopiano di Campeda) e la distesa basaltica di Cae – Mura Uppulos che si prolunga nelle campagne di Padria in località Su Padru e Sassedu.

L’idrologia del territorio è piuttosto semplice, essendo rappresentata da alcuni corsi d’acqua a carattere torrentizio. Innanzi tutto bisogna citare il riu Mele che scorreva nel centro abitato e oggi non più visibile. Questo ruscello sorge in località “S’Ena”, nei pressi del cimitero, e in passato lambiva gli antichi rioni di “Bighinza” e “Funtana”. A seguito di una serie di opere di bonifica e raccolta delle acque, eseguite negli anni ’20 del secolo scorso, il tratto urbano è stato incanalato nella rete fognaria e ricoperto sino alla periferia del paese, in località “Badde”. Per il resto occorre dire che il territorio di Pozzomaggiore, nel suo complesso, ricade nel bacino imbrifrero del fiume Temo, di cui il rio Mannu (o rio Badu Crabolu) è un importante affluente. Rio Mannu costituisce il confine naturale tra i territori di Pozzomaggiore e quelli di Sindia, Suni e Bosa, tra il Ponte Oinu ed il monte Su Padru. Affluente del Mannu è il rio Puntigia (che, a seconda dei tratti, prende anche i nomi di riu Cumone o riu de S’Olia), che nasce in territorio bonorvese ed ha per secoli marcato il confine della Baronia di Pozzomaggiore, dalla località Ponte sino all’affluenza nel rio Mannu, in località Monte Su Padru. Affluenti del Pontigia sono il rio Alchennero e il rio Badde Cumone, segnanti i confini con Cossoine e Semestene, oltre al riu Cannas, il riu Cannas de Cheggia, il riu Calvonalza, nonché alcuni rigagnoli (chiamati trainos) che scendono dal monte San Pietro. Il rio Siminari (o riu Orta Sa Ide) è un altro immissario del rio Mannu, lungo circa 5 km, che nasce fra le zone Mulinalza e Sas Costas, attraversando le regioni di Badu Pienalzesu e Simanari fino a congiungersi al riu Puntigia in località S’Orta Sa Ide. Il riu Simanari a sua volta riceve le acque del riu Pischina Niedda, del Trainu Calarighes e del Trainu Monte Murale. Il riu Baddedda, che nasce in regione Su Demaniu (Cossoine), scorre a settentrione dell’abitato e marca i confini tra Bonuighinu e monte Fromma, per poi successivamente, presso Modeggiu gettarsi nel Temo. Più a sud si trova il riu Oes (o riu Mulinu), che nasce alle falde di Cossoine e, passando per la regione Tuscanu, si congiunge al Temo. Viene arricchito dalle acque del riu Mele (o riu Badde), che nasce all’interno del paese. Il Trainu Catteddu nasce in regione Padru, scorrendo a nord del paese per poi confluire nel riu Mele presso la grotta chiamata Sa Rocca Boida. Il Trainu Donna Adriana (o rio Lalvos) scorre più a nord, entrando in territorio di Mara e confluendo nel riu Tuscanu. Altri rigagnoli di poco sviluppo dal Planu de Murtas si gettano nel rio Mannu: rio Cannarza, rio S’Adde Museddu, rio S’Adde Contra, rio Badde Arrozza, rio Sa Frissa, rio Monte Scoba, riu Badu ‘e Mela, riu Sa Puliga, riu Trebetta. Negli anni quaranta del XX secolo venne bonificata una palude chiamata Pischina Ena Emulu. Durante l’inverno nei piani basaltici di Sos Paris de Su Monte appaiono altri acquitrini. Sempre negli anni quaranta, grazie ad un piccolo sbarramento, fu realizzato un invaso per usi irrigui.

Le manifestazioni carsiche del territorio pozzomaggiorese sono modeste, oltre che poco conosciute e valorizzate. La grotta più interessante, nella quale sono state rinvenute ceramiche di epoca micenea, è quella chiamata Su Guanu, nella valle del Rio Badde. Sempre nella medesima valle si trova la modesta grotta di Badde, oltre che quella chiamata Sa Rocca Boida, una cavità tranciata sulla strada per Mara. La grotta detta Tuvu ‘e Mare (da non confondere con l’omonima grotta nei pressi di Bonu Ighinu) si trova davanti alle domus de janas di Cannas de Cheggia. Un’altra piccola grotta si trova nella regione Cannas. Altre grotte sono S’Abbasantera e Androliga, per altro già ricordata in epoca medioevale come ispelunca de Andronice.

Il clima è temperato, caratterizzato da inverni miti ed estati calde. La ventilazione viene poco impedita dai modesti rilievi che circondano il paese. In autunno e inverno le piogge sono poco frequenti, la neve non cade tutti gli anni durando al massimo pochi giorni sui rilievi maggiori.

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