Torralba
Torralba è un comune di 897 abitanti della provincia di Sassari, nell’antica regione del Meilogu.
Famosa per più di trenta nuraghi e dalle oltre dieci tombe dei giganti che si trovano nel suo territorio.
Centro prevalentemente agricolo, sorge in una zona collinare circondata da vallate in una delle quali, si trova la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo.
Nei terreni con litologia vulcanica troviamo i due vulcani spenti Monte Oes (età 0,4 +/- 0,2Ma, altezza 491,40m ,trachibasalti) e Monte Aurtidu (0,4 +/- 0,1 Ma, altezza 417,40m ,basalti subalcalini) oggi parzialmente smantellato dall’attività estrattiva antropica, (si estraggono principalmente scorie) entrambi del cicio vulcanico plio-pleistocenico .
Il territorio fu abitato fin dal Neolitico come testimoniano le numerose domus de janas che si trovano sotto l’altopiano di San Pietro di Sorres, ma il periodo di maggior rilevanza storica per Torralba si ha nell’età nuragica come è testimoniato dai più di trenta nuraghi e dalle oltre dieci tombe dei giganti che si trovano nel suo territorio. Tra i nuraghi più importanti presenti nel territorio torralbese spiccano il nuraghe Ruju e senza dubbio il complesso nuragico di nuraghe Santu Antine, uno dei più grandi e meglio conservati della Sardegna, con la torre centrale alta 17 metri.
Il centro abitato di Torralba è menzionato per la prima volta in documento storico datato intorno al 1064-65. Il paese nel medioevo apparteneva alla curatoria del Meilogu, nel Giudicato di Torres e sorse intorno alla chiesa di Santa Maria. Alla caduta del giudicato (1259) passò sotto il dominio della famiglia genovese dei Doria. Tra Torralba e Bonorva venne combattuta nel 1347 la battaglia di Aidu de Turdu tra le forze catalano-aragonesi, che controllavano gran parte della Sardegna, e le armate dei Doria. Gli aragonesi vennero sconfitti e lo stesso viceré Guglielmo de Cervellon, ferito, fu costretto a fuggire e a rifugiarsi in una foresta vicino a Torralba, nella quale morì. Tuttavia, nella successiva guerra sardo-catalana, che vide opposto lo schieramento aragonese da una parte e le forze del Giudicato di Arborea alleato con i Doria e con la Repubblica di Genova dall’altra, tutto il territorio passò sotto il dominio aragonese intorno al 1410. Sotto il dominio aragonese, e poi spagnolo, il paese divenne un feudo, che nel 1627 formò una contea con feudatario Michele Comprat; nel 1635 la contea fu trasformata in marchesato e lo stesso Comprat ebbe il titolo di marchese di Torralba. Nel 1750, in epoca sabauda, il paese, insieme a Bonnanaro e Borutta, entrò a far parte del Marchesato di Valdecalzana, feudo dei Martinez e poi dei De Queralt. Il paese venne riscattato all’ultimo feudatario, Giovanni Battista de Queralt marchese di Valdecalzana, nel 1839 con l’abolizione del sistema feudale, per cui divenne un comune amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale.
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